5° CAMERATA 1° PIANO "I CASINISTI"

1) Del Vecchio Leonardo detto “DINO”

Silenzioso sommergibile della prima compagnia, parla solo se interrogato (tranne che sull’argomento “chi dorme al numero ... ”, con conseguenti sbrandamenti a catena). In occasione degli esami si agita a tal punto da sudare, tremare ed e emettere rumori inconsulti, il tutto concertato in un trionfo estetico e acustico. La sua loquacità prorompe solo quando si tratta di raccontare le sue epiche esperienze tailandesi, che lo hanno convertito alla F.A.I.G.

Frase celebre: “IN THAILANDIA ...” (pronunciata con linguetta fuori).

2) Del Vesco Andrea detto “LITTLE DEVIL”

Il diavoletto della V camerata: all’apparenza un tranquillo ingegnere della provincia di Asti, si trasforma, una volta preso blocco e penna, in un vignettista più irriverente di Disegni e Caviglia. Il fatto è che spesso agisce come un cartoon anche nella vita reale, provocando inattesi ribaltamenti di tutta la camerata. Misteriosa rimane la sua fidanzata, che però gli spedisce tenere lettere e cartoline con cui tappezza il suo armadietto, che è stato eletto il più mieloso del piano. Frase celebre: “HI HI HI !”

3) Di Balsamo Guglielmo detto "CIAMPINO"

Il corso per lui è solo un dettaglio, visto che ha già spedito i suoi effetti personali a Ciampino (due minuti e mezzo da casa sua : “A REGÁ, ME DEVO LAUREÁ” ). L’unico che non sa ancora quando si sposerà, ma che ha già deciso il colore delle piastrelle del bagno. Ha “solo” due abitudini : quella di aggiornare ogni quattro secondi i giorni che mancano al suo trasferimento a Ciampino e quella di “papaleggiare” ogni volta che apre bocca. Frase celebre : “A REGÁ’, VE DICO SOLO QUESTO...”

Aggiunta dell'ultima ora: A Ciampino, alla fine, ci è andato sul serio. COMPLIMENTI DA TUTTA LA CAMERATA !!!

4) Di Carlo Giuseppe detto “FORREST GUMP”

Il vero razzo del battaglione, sebbene sia riuscito a prendere i gradi di scelto. Si pensa che il suo disordine e il suo fantozziano comportamento siano di natura congenita, e quindi incorreggibili. Inutile sperare che possa un giorno scoprire come rifare il proprio letto; per l’allievo infatti il piegamento della copertina ha ancora un lato oscuro: il più lungo. Di capitale importanza sembra comunque essere l’annosa questione (peraltro irrisolta) del confronto di altezza con l’altro perno, l’allievo Malafronte. Comunque la camerata lo ringrazia per gli sbrandamenti serali, anche se lui “SBRANDA MOLTO” rispetto ai suoi colleghi. Frase celebre: tutte.

5) Di Censo Andrea detto “BEACH MAN”

E’ l’uomo più arrapato dell’intera camerata, e lo dimostra con la lascivia e l’ingordigia con le quali si umetta le labbra ogni qualvolta si accorge di un essere femminile. Per questa sua capacità viene spesso usato come radar di agganciamento-inseguimento bersaglio. Il suo sogno più grande (data l’altezza del soggetto) è quello di fare l’inquadratore, e il resto della camerata rabbrividisce al solo pensiero. Si è esercitato su Di Carlo per tre mesi, ma visti i risultati meglio sarebbe un comodo posto dietro una scrivania al Ministero. Frase celebre (rivolta a Di Carlo): “QUESTO LETTO FA SCHIFO !!!”

6) Di Puccio Federico detto “FLASH”

Venuto alla SGA-SAAM con in tasca un biglietto ferroviario per Pratica di Mare (CTA), si è subito distinto per le telefonate a mensa e gli encomi solenni, in adunata serale, dedicati alle sue mitiche “L”. Il solo STen Tanelli ha rischiato un fulmine dal cielo quando ha incautamente osato ordinare uno sbrandamento a San Di Puccio. Ultimo ad alzarsi per motivi connessi a Morfeo, riesce a recuperare tutta la camerata e sul finale deve sempre lottare sul filo di copertina con Ciccio. Maestro di trucchi e scorciatoie, ogni tanto si infila nel suo armadietto per uscirne con la bocca piena di dolciumi. Frase celebre: “UN CE N’E’ UNO CHE BATTE I TALLONI”.

7) Di Trapani Francesco detto “NIKE”

Arrivato tardi alla SGA, ha subito seminato il panico fra i colleghi di camerata che vedendolo, credevano si trattasse dello STen Boni travestito da AUC. Non ha perduto tempo a smentire questa ipotesi rivelando la sua simpatia da buon romano; tuttavia nemmeno questo gli è servito ad evitargli il dequalificante soprannome di RAZZO-MISSILE nel momento in cui non ha potuto indossare i gradi di scelto. Memorabili le sue “DISPUTATIONES” notturne, postcontrappello, con gli allievi Di Censo e Di Vincenzo ed il primato per posta ricevuta (letta di notte sotto le coperte con la torcia). Frase celebre: “DAI, REGA’, TIRATE FUORI UN PEZZO DI CIOCCOLATA.”

8) Di Vincenzo Denis detto “L' INCURSORE”

E’ l’elemento portante del casino prodotto dalla camerata dopo il contrappello: in particolare, dopo il “Comodi a letto, buonanotte” si cimenta nel realizzare con le brande degli incauti e sfortunati allievi che si recano al bagno o al cambio consegne, dei sofisticati meccanismi-trappola che, al ritorno dei legittimi proprietari, scatteranno alla minima pressione schiantandosi al suolo con sommo fragore. Anche il concetto di “SILENZIO” viene da lui interpretato in chiave artistica, ed inteso come un “VIA!” per iniziare l’attività di “lisciamento copertina”, “conversione delle C del letto in L”, “grattamenti vari”. Frase celebre: “NUN VE PREOCCUPATE, E’ SOLO UN GIOCO!”

9) Dolci Paolo detto “IL BARONETTO"

Esponente classico della Milano bene, esce dalla Bocconi; dal suo aspetto nobile, sospettiamo che sia entrato per sbaglio alla SGA-SAAM, convinto di aver vinto una settimana di vacanze al club. Mai sbrandato, si vocifera che all’interno dei suoi armadietti ci sia un inserviente addetto al rifacimento del suo letto quando gli allievi escono dalla suite. Follemente innamorato della sua bella (ciò si vede dalla cura con cui tiene le adorate lettere), sempre disponibile a dividere il materiale alimentare a dare una parola di conforto a quelli non fortunati come lui. Frase celebre (nel sonno): “FRANCESCA...ARF!”.

10) Ferrara Romeo Francesco detto “CICCIO”

Siciliano verace, non tollera che il suo onore venga messo in discussione. Momenti di tensione si sono vissuti in base quando ha montato di ronda : 4 arresti, 76 pass controllati, una vittima (il cane di un Ten. Col. che non aveva potuto mostrare un documento di identità valido). Come passatempo prende a capocciate gli armadietti altrui, provocando la frantumazione degli oggetti (in primo luogo gli specchi) ivi contenuti. Frase celebre : “MENGHIA !”

11) Ferraresi Andrea detto “L' ING"

Tranquillo e posato, come tutti i futuri ingegneri ha creato nella camerata il mito della sua Sara. L’omonima canzone di Venditti è diventato subito il motivo più canticchiato della camerata durante i “tempi morti” dello sbrandamento e del 15+2. Le sue capacità professionali sono state impiegate nell’evitare con perizia di entrare in una qualsiasi delle commissioni (picchetto compreso). Nella selezione per l’allievo scelto è riuscito a “schivare” la designazione con la frase “Non sono un genio...” che gli STen hanno ritenuto opportuno esporre in sezione. Frase celebre: “VILLAFRANCA O MODENA?”

Ultim'ora: Andrea andrà nella ridente base veronese con il placet di Sara... e vivranno felici e contenti...

12) Fontanini Andrea detto “AGARRA”

Dallo spagnolo agarrare (prendere, acchiappare), con riferimento alla mensa. La sua voracità è proporzionale alle sue dimensioni fisiche: piedi 48 a mo’ di statua del David di Michelangelo, capacità dello stomaco pari al carico trasportabile da un Tornado IDS in missione. Futuro Ing. Elettronico, la sua mentalità’ quadrata già si intravede dall’ordine del suo armadietto. Fidanzato, scherza sempre sulle donne degli altri, ma la sua non viene mai nominata non si sa se per mancanza di informazioni o per le dimensioni dell’allievo. Frase celebre: “HAI COPULATO ?”

13) Frappi Federico detto “FRIPPO”

Grande amante dell’arte in generale e della pittura in particolare, predilige le belle donne - non solo dal punto di vista artistico - di qualsiasi razza, nazionalità, cultura siano. Al secondo giorno di corso ci ossessionava già con il suo appuntamento del 4 maggio (“Trombata assicurata”). E’ lo scelto della seconda compagnia e grazie alla sua abilità la 2° è riuscita ad arrivare in alto nella graduatoria “Pegaso” e a passare riposanti pernotti a casa. Il suo sogno è quello di restare a fare l’inquadratore alla SGA: lo auguriamo di cuore al 104°, perché uno STen così buono non si vedrà più da queste parti. Frase celebre: “SE RESTO A FIRENZE...”.

14) Gaddoni Alberto detto “IL CONTE”

Chiamato così per i suoi modi discreti, il “terribile infante” della quinta camerata brilla sia per la giovane età che per l’abilità nel suonare il piano con gomiti, piedi e altre parti del corpo, oltre che per la sconsideratezza con la quale si muove durante il contrappello serale. Merita sicuramente di essere scelto come mascotte della camerata, chiaramente per la facilità con la quale si fa prendere a benvolere. E’ l’unico in camerata che al risveglio anziché salutare dice: “ragazzi g’ ho voja de f...” . Per lui la marcia non ha segreti: essendo perno di destra infatti si può stabilmente dimenticare dell’allineamento e della copertura. Frase celebre (al contrappello): “TANTO NON MI BECCA, VEDO L’OMBRA”

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