
Quella che nei primi giorni è stata definita, per giudizio unanime degli sten, “la peggior camerata del battaglione”, con il procedere del corso si è distinta sempre più oltre che per le solite L, soprattutto per la sovrumana capacità di non farsi beccare dagli sten durante le attività eversive notturne (picnic, pigiama-party, sbrandate, traslochi di letti e armadietti etc.).
Sommergibile dei capo camerata, la sua essenza è riassunta dalla frase dello sten Boni:”Bonanini... ma lei è sempre esistito ?”. Impeccabile al contrappello, soprattutto da quando ha fatto sbrandare tutti i suoi compagni di camerata per ben tre volte di seguito per non avere usato la formula corretta; da allora, sotto minaccia di morte, non ha più sbagliato un colpo, tanto che, quando manca al contrappello, tutta la camerata è nel panico... anche perché è nelle mani di Borelli.
Come tutti i grandi marciatori della 3° camerata ha deciso di fermarsi in tempo con la crescita, così da assicurarsi un posto in prima fila (pur non essendo un abbonato !) in modo da far fare bella figura alla compagnia, tanto è vero che gli sten hanno ordinato a lui e a Notaro di disporsi il più lontano possibile l’uno dall’altro per “disperdere” gli effetti nefasti del loro stile di marcia su tutte le file.
Detto Bosellik, il bischero della camerata. E’ un igienista fino all’inverosimile; ne sa qualcosa lo sten Conti, che lo sorprese a fare la doccia durante un servizio h24; il suo registro recitava :” ore 17:30 gli allievi salgono al piano per fare la doccia e io la faccio con loro”. Famosissimo è il suo urlo di battaglia “Madoonnaah” che puntualmente lancia ogni volta che vede un’ombra vagamente femminile. Ultimamente, per incontrare le sue numerosissime “morose”, è condannato a vincere pernotti, pena abbandonarle prima di mezzanotte, perdendo uno scarponcino come Cenerentola. Unico allievo che ha osato fare il sacco e a ingaggiare un inseguimento intorno alla branda con lo sten Conti, ufficiale di sciarpa.
Ex marinaretto, ha rischiato di essere allontanato dal corso per “capoccia non idonea alla bustina”, in quanto ormai a forma di pizza da marinaio. Ha risolto poi i problemi di conformazione del cranio ricorrendo ad una cura a base di urla dello sten Panico al gusto di capperi della mensa. Nell’armadietto, insieme al cappotto con i gradi da sten cuciti sin dal primo giorno, sfoggia uno spudorato fotomontaggio nel quale è ritratto al timone della “Amerigo Vespucci”.
5) Bruzzo Fabio
Scordare la bustina è regolare, lasciare l’armadietto aperto una norma. Per lui dimenticare qualcosa è come la sveglia alle 6 della mattina: un’istituzione. Contentissimo di rientrare dai pernotti che la I Compagnia vince in quantità industriale per riabbracciare e “baciare” l’amato-odiato Carione, suo dirimpettaio di branda. Come Boselli, un vero collezionista di richiami e B.P. Giudizio: sempre presente a se stesso.
Persona tranquilla tranne quando fa il sacco al Capo-Caleno. E’ famosissimo negli ambienti delle poste e telecomunicazioni per la quantità esagerata di lettere e plichi ricevuti ( mitt. “la tua pisellona special”, by Campodonico), tant’è che la cassetta della posta è stata modificata con tre buche: “per la città”, “per tutte le destinazioni” e “per Calderini”. Meno noto, ma non per importanza, il suo “passo!” della civetta con il quale “raddrizza” le ultime righe della I compagnia.
Il pezzo da 90 della camerata, si ritiene il miglior capocorso che la SGA-SAAM ricordi, e per provarlo va in giro con uno zippo fregiato di Pegaso dicendo che è stato un regalo del Generale Comandante, insieme ad una stecca di Marlboro. La I Compagnia, da lui condotta in qualche occasione, ricorderà sempre il giorno in cui la mandò ad arare l’ aiuola del piazzale Bandiera nonchè la doppia conversione con la quale congestionò il traffico sul piazzale durante la cerimonia dell’Alzabandiera.
Corteggiatissimo responsabile della commissione servizi può disporre della libera uscita di chiunque. Concede favori in cambio di cene ed appioppa servizi festivi agli allievi alla mensa che non gli portano doppie razioni durante i pasti. E’ chiamato il molleggiato per il suo inconfondibile modo di marciare, capace di far venire il mal di mare a chiunque si trovi nella sua riga. E’ ancora del tutto incomprensibile il motivo per il quale è l’unico ad essere sbrandato nonostante sia l’unico a fare “L” perfette a tutta la camerata.
Dottor Jeckyll e Mr. Hyde: di giorno serio, controllato, impeccabile, distinto, un vero lord inglese. Ma la notte no !! Dopo il contrappello si trasforma... sacchi, sbrandate, picnic a base di Kit-Kat, Mars e Loacker. Un vero animale notturno. Fino all’ultimo giorno del corso in gara con Zanetti per la conquista dell’ambitissimo titolo di “Sommergibile del Corso”.
Appena arrivato si presentò con il titolo di professore della Bocconi. Rimase una persona serissima fino a quando, in barberia, oltre ai capelli, gli tagliarono anche il cervello!!! Da allora è stato: scelto degli ESAC, farmacista della terza camerata, condottiero schizzato a tal punto di meritarsi il soprannome di NAPOLEONE. Sono famosi i suoi nodi alla cravatta, le sue “L” schifose e gli insulti ai piantoni.
11) Casarin Roberto
Il missile della camerata, è l’ultimo a ricevere i gradi di aviere scelto e perciò costretto a impalarsi di fronte ai colleghi. Ironico ed apparentemente impassibile riesce sempre a tener desta l’attenzione della camerata, soprattutto alle 5:30 del mattino, quando la sua odiatissima “sveglietta gialla” inizia a suonare.
12) Cefalo Carmine
Noto a tutto il battaglione come “ALLIEV’ CIEF’L”. Particolare degno di nota è la sua allergia al “Silenzio”, malattia che genera in lui forte prurito e interminabili convulsioni, che terminano quando lo sten di sciarpa si trova a meno di tre metri dall'ingresso della camerata. Ha avuto qualche leggerissima difficoltà ad apprendere la corretta dizione del comando “Rompete le righe”.
13) Cerrato Enrico
Uno dei massimi esperti mondiali di aeronautica giapponese, molto apprezzato dai colleghi per le sue domande alle lezioni di SISTEMA D’ARMA a lezione terminata(delle quali conosce già le risposte). Apprezzati da tutti i poster di Anna Falchi e di Pamela Anderson appesi nel suo armadietto, i quali sono meta di frequenti, sbavanti pellegrinaggi in camerata. Seguace della setta del Picnic Notturno, insieme ai colleghi Campodonico e Cardelli, il suo armadietto è paragonabile ad uno scaffale della Conad.
14) Pavone Fiorenzo
Da antologia le capriole e le posizioni yoga sul letto dopo il contrappello, apprezzate soprattutto dallo sten Tanelli. Se spronato da inquadratori (in particolare lo sten Boni) riesce a mettere la divisa da campo in 2 minuti netti. Un vero fenomeno. Depositario di un lievissimo dialetto pescarese, dimostra nel fisico e nel comportamento durante la libera uscita la sua natura di bagnino della Riviera Adriatica.